Il Giornalino dello Zerbato luglio 2018Edizione estiva del Giornalino dello Zerbato

UN’EDIZIONE CALDA CHE SCALDA ANCHE IL CUORE!
Anche l’edizione estiva 2017/18 è ricca di eventi che hanno entusiasmato i nostri ospiti: dai compleanni dei nostri Ospiti alla proiezione di film, alla musicoteapia per un’edizione davvero piena di storie e divertimento!
Renato, Raffaella, Perina e Wilma sono i protagonisti dell’edizione di luglio 2018.

 

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Il Giornalino dello Zerbato luglio 2018Il nostro artista Renato, del quale vi proponiamo una delle sue opere qui a lato, continua a raccontare la sua storia una volta raggiunti i 55 anni, in procinto ormai del pensionamento, non molto convincente…:

… così mi ritrovai a 55 anni in pensione quasi forzata, ma io a casa a girarmi i pollici proprio non riuscivo a restare, sentivo che mi mancava qualcosa; il tanto decantato dolce far niente non era così dolce come pensavo, pagavo il passaggio dall’essere occupatissimo tutti i giorni a dover pensare a come occupare le giornate e piuttosto che girare a vuoto iniziai a leggere gli annunci sui quotidiani …

Raffaella si presenta e condivide con voi la sua storia, la sua vita, tribolata fin dai primi anni ma poi, la svolta anche se in controtendenza con usi e costumi dell’epoca:

… (grande scandalo per l’epoca era quasi come se avessi divorziato). Eh sì, al cuor non si comanda, conobbi un bel ragazzo che faceva il falegname, veniva da un altro paese e ci siamo innamorati. Mia mamma non ne voleva sapere perché secondo lei noi avevamo la nostra casa e lui era povero. Pensate non è venuta al mio matrimonio, era proprio arrabbiata e scandalizzata. Non ero giovanissima, avevo 24 anni eppure …

Pierina parla di sé per la prima volta, dell’amore per lo studio, dell’impossibilità di praticarlo e non solo:

… Ho frequentato le scuole fino alla terza elementare, al tempo non c’era tempo per gli studi (anche se mi piacevano), … […]

La mia giornata tipo era così: mi alzavo alle 5:30/6:00 per andare a mungere le mucche, portavo poi il latte nella “casara” dove si faceva il formaggio e poi via nei campi fino a sera. In famiglia siamo sempre stati contadini, d’altronde era il lavoro più svolto, per esigenza più che altro.